Carlo Rovelli e Francisco Gonzalez-Crussi vincitori del Premio Letterario Merck

Carlo Rovelli e Francisco Gonzalez-Crussi vincitori del Premio Letterario Merck

Carlo Rovelli con La realtà non è come ci appare (Raffaello Cortina 2014) e F. González-Crussí con Organi Vitali(Adelphi 2014) sono i vincitori del 12° Premio Letterario Merck.
Menzione speciale a Giovanna Zucca per il romanzo Una carrozza per Winchester – L’ultimo amore di Jane Austen(Fazi Editore).

La cerimonia di premiazione si terrà questa sera alle ore 19 a Roma, a Villa Miani, alla presenza dell’eccellenza del mondo scientifico e letterario italiano. All’evento interverrà il Presidente dell’Executive Board di Merck, Karl-Ludwig Kley.   Nel corso della serata l’attore e regista Toni Servillo, da quest’anno membro della giuria del Premio, leggerà alcuni brani dal De rerum natura di Lucrezio, nell’edizione tradotta e commentata da Piergiorgio Odifreddi.
Saranno inoltre premiati i racconti vincitori del concorso di scrittura creativa per studenti delle scuole superiori “La scienza narrata”.

Il Premio Letterario Merck è stato ideato e promosso da Merck, azienda leader specializzata in prodotti innovativi, di qualità superiore e ad alta tecnologia, nei settori chimico e farmaceutico., Finalità del Premio è di riaccostare due delle più importanti forme dell’espressione umana e della ricerca, scienza e letteratura.

La scienza e la letteratura sono discipline separate, ma entrambe sono essenziali per lo sviluppo e il progresso nella società. Se ricorriamo ad una sola disciplina per esaminare il nostro mondo, stiamo guardando solo con un occhio. Abbiamo bisogno di entrambe, letteratura e scienza, per avere una visione chiara. La ricerca e l'innovazione scientifica sono in grado di fornire risposte alle domande più pressanti relative al nostro futuro. Allo stesso tempo, la letteratura può aiutarci a gestire l'incertezza associata alle nuove scoperte e può segnare la direzione dell'ingegno umano. Come società, abbiamo bisogno sia della scienza che della letteratura - e abbiamo bisogno di persone che costruiscano per noi ponti tra le due discipline. Lo scopo del Premio Letterario Merck è quello di riconoscere questi costruttori di ponti e di valorizzare l'importanza del loro lavoro.
 

I VINCITORI DEL 12° PREMIO LETTERARIO MERCK

Quest'anno il premio Merck va a due grandi scienziati: il fisico Carlo Rovelli e l'anatomopatologo Gonzalez Crussì. In entrambi i libri ('La realtà non è come ci appare' e 'Organi vitali') si coglie una straordinaria capacità di tenere insieme l'assoluto valore scientifico della ricerca e la qualità letteraria della scrittura.

CARLO ROVELLI, nato a Verona nel  1956. Creatore di una delle principali linee di ricerca in gravità quantistica, è tra i fisici teorici più attenti alle implicazioni filosofiche dell’indagine scientifica. Membro dell’Istituto universitario di Francia e dell’Accademia internazionale di filosofia delle scienze, dirige il gruppo di ricerca in gravità quantistica del’Università di Aix-Marsiglia. 
Nel saggio La realtà non è come ci appare (Raffaello Cortina 2014)  la fisica diventa una camera con vista. Una versione personale dello sviluppo teorico della fisica e dei modelli di descrizione del reale. Con un interrogativo: è tutto vero? Alziamo gli occhi e osserviamo il Sole e la Luna girare in cielo, ma in un caso ci sbagliamo e nell'altro no. Guardiamo le stelle e ci illudiamo di vederle come sono ora, ma stiamo osservando la loro luce di anni o millenni fa. Passeggiamo nel silenzio di un bosco, ma siamo avvolti da innumerevoli onde radio che solo un apparecchio ci permette di udire. Ci chiniamo a osservare un fiore colorato, ma non scorgiamo gli stessi colori di un'ape che vede nell'ultravioletto. Tiriamo un pallone a poche decine di metri, ma non pensiamo che nel vuoto il calcio l'avrebbe spedito all'infinito. Alziamo con fatica un peso, e non ci rendiamo conto che è quasi tutto costituito di vuoto. Gli atomi non li vediamo neppure al microscopio, che ci rivela però un mondo alieno in cui un insetto ci appare come un mostro da film dell'orrore. E così via, di illusione in abbaglio, perché le cose sono molto diverse da come immaginiamo o crediamo che siano.
“Credo che la fisica piaccia perché apre la finestra e guarda lontano […] dà il senso dell’aria fresca che entra nella casa”. Carlo Rovelli. 
 La giura ha scelto di assegnare il premio a Carlo Rovelli perché con questo libro ci conduce in un viaggio attraverso 25 secoli per spiegarci come è cambiata la nostra immagine del mondo grazie ad alcuni grandi visionari della storia, ci fa arrampicare sulle vette del pensiero di Democrito e Lucrezio, di Galileo e Newton, ci rende familiari  argomenti complessi come la meccanica quantistica e la relatività di Einstein e ci invita addirittura a prendere seria visione di alcune idee estremiste emerse dai recenti studi sulla gravità quantistica, come quella secondo cui il tempo non esiste. 
 
FRANCISCO GONZALEZ-CRUSSI, nato a Città del Messico nel 1936, è professore emerito di Patologia alla Northwestern University di Chicago. 
Per mestiere, un anatomopatologo è costretto a vedere, della vita e della morte, molti aspetti che generalmente spaventano o si ignorano – o comunque si respingono nell’aberrante e nel paradossale. González-Crussí, discendente moderno di Sir Thomas Browne o di Francesco Redi, cioè di quei medici che sapevano divagare su tutto in ottima prosa e con gesto amabile. 
ORGANI VITALI. In un indimenticato film di fantascienza degli anni Sessanta, Viaggio allucinante, un manipolo di scienziati-eroi, sottoposto a un processo di miniaturizzazione che lo riduce a dimensioni microscopiche, intraprende un periglioso viaggio, a bordo di un sottomarino, all'interno di un corpo umano vivente. Qualcosa di simile, e altrettanto appassionante, ci offre questo libro di González-Crussí. E non sarà solo un percorso attraverso i mondi strabilianti della nostra anatomia, ma anche un itinerario, fitto di sorprese, nella storia della cultura – tra medicina e filosofia, letteratura e psicologia –, accompagnati dalla più colta e brillante delle guide, capace di regalarci a ogni passo aneddoti irresistibili (Spallanzani che per dimostrare la validità delle proprie teorie sui succhi gastrici ricorre all'empirismo più radicale: ficcandosi due dita in gola), racconti ai limiti dell'incredibile (il rude trapper che, quasi sventrato da un colpo di fucile, diventa una preziosissima cavia per l'indagine diretta del processo digestivo), osservazioni sul filo dell'ironia (per almeno cinque secoli i teologi si arrovellarono intorno a questo dilemma: quando il Cristo incarnato assunse la natura umana, proprio tutte le funzioni corporali divennero attributo della divina persona?). "Mi è parso opportuno» precisa González-Crussí in apertura «cercare di rendere il pubblico più consapevole del didentro del corpo. Non intendo con questo i meri fatti dell'anatomia (la gran parte delle persone istruite già possiede oggigiorno una visione generale, seppure limitata, delle parti e delle funzioni dell'organismo), intendo la storia, i simbolismi, le meditazioni, le molte idee serie o fantastiche, e anche il romanzesco e il leggendario che attorniarono nel corso dei tempi i nostri organi interni».
Il Premio va a Gonzalez Crussì perché è lo scienziato che si fa narratore; ci accompagna in un viaggio scientifico letterario all'interno del nostro corpo, tra storia, simboli e leggende, dove al centro resta sempre l'uomo, vero oggetto delle meraviglie. Sorprendente scoprire che l'uomo ha capito  i segreti del cosmo molto prima che il funzionamento del proprio apparato digerente. Se Carlo Emilio Gadda, con il suo stile, avesse scritto un trattato di anatomia, non avrebbe potuto fare  meglio di  Francisco González-Crussì.