Premio Letterario Merck, un progetto di grande valore. La lettera del Ministro Giannini

Premio Letterario Merck, un progetto di grande valore. La lettera del Ministro Giannini

Non ha potuto essere con noi nella serata di premiazione a causa di precedenti impegni istituzionali, ma il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Stefania Giannini, ci ha raggiunti con una lettera che riceviamo e pubblichiamo integralmente, ringraziandola per le belle parole che ha voluto riservare al nostro importante progetto.

 

Gentile presidente Messina,
da 14 anni, il Premio Letterario Merck mette in risalto l’intreccio tra scienza e letteratura in un binomio che sottolinea il valore divulgativo della conoscenza, arricchendone forme e linguaggi.

Si tratta di un progetto che valorizza la ricerca di un sapere democratico perché inclusivo e disponibile, un sapere tutt’altro che elitario proprio perché non ha paura di incontrare e abbracciare stili diversi e insoliti, troppe volte erroneamente posti a contrasto.

È da questo confronto, invece, che si possono moltiplicare le opportunità di diffusione e condivisione del pensiero e soprattutto di una cultura scientifica che va consolidata, prima ancora che apprezzata, nel nostro Paese.

A questo sforzo, anche artistico, di raccontare e narrare i fatti della scienza corrisponde un’operazione civile di spiegazione e di spiegatura orizzontale della conoscenza scientifica, indispensabile per avvicinare soprattutto le nuove generazioni alla ricerca, alle scoperte e alle teorie che la animano. Mi complimento dunque con i vincitori di questa edizione del Premio Letterario Merck, Alberto Mantovani ed Helen Macdonald, e con il professor Andrea Moro che ha ricevuto una menzione speciale per il saggio “I confini di Babele”.

Libertà e creatività sono i principi che guidano la ricerca scientifica e che trovano piena espressione nella sua traduzione in ambito letterario. Essi rappresentano il motore di ogni attività intellettuale individuale e del nostro patrimonio collettivo.

Promuoverli significa dunque rafforzare il collante identitario di quella società della conoscenza, capace di tracciare su nuovi vettori il progresso sociale e culturale del nostro Paese.

Buon lavoro,

Stefania Giannini